Più o meno un'anno fa, l'idea di mettere a posto la cantina THE CAVE, forse perchè era l'unico posto del Palmerino in cui il caldo non attanagliava, potevo stare al fresco, fare finta di essere via e ascoltare la musica classica nelle profondità della casa.
Grattando le pareti per ritrovare le tinte originali, sempre nella speranza di scoprire una traccia del passato che mi potesse aiutare a capire.
Sicuramente le piccole fessure, le asperità della calce, i dislivelli dell'intonaco riuscivano a parlare, e mi guidavano nella realizzazione delle parti mancanti. Una mistura di terre naturali e acqua di calce miscellata ad un fissativo naturale impregnando una vecchia spugna che tamponavo sulle zone stuccate, sono stati i miei semplici strumenti di restauro. Lasciandomi guidare dal caso e dalle note musicali che tenevano compagnia e alleviavano le ore passate ricurva sul piccolo scaleo, riempivo i colori e ritracciavo la mappa delle sfumature che attraverso i secoli si erano imbrunite.
Non avevamo una destinazione per tutte quelle cose che avevano trovato il loro rispostiglio ideale in questi anni di lavori e quello che ci spaventava di più era certamente come muovere i volumi di materiale che erano rimasti per tanto tempo inerti e polverosi in quegli spazi.
Senza alzare troppo lo sguardo abbiamo iniziato....





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